“Non bevo una bibita da migliaia di anni!”
Cosa direste se un uomo, magari un po’ attempato, vi dicesse una frase del genere?
Le opzioni sono due:
- Vi guardereste intorno alla ricerca di una via di fuga o di un volto amico che vi porti via di lì
- Gli dareste ragione annuendo vigorosamente
Ebbene, la seconda opzione non è così folle: per migliaia di anni l’uomo non ha mai toccato una “bibita” diversa dall’acqua… fino a quando, circa 13mila anni fa, non è stata creata la prima birra, molto leggera (che non aveva di certo il successo di oggi… perché ancora non erano nate le partite da guardare sul divano 😀).
👉Le bibite zuccherate sono un problema: per citare il professor Richard D. Mattes, della Purdue University, quando beviamo una bibita, il corpo non “registra” nulla: in altre parole, quelle calorie passavano inosservate, come fantasmi che vagano nostro sistema biologico… senza nemmeno farti un buuuuu!
Lo stesso professor Mattes, nel 2000, ha condotto uno studio illuminante: per quattro settimane ha dato a un gruppo di persone 450 calorie di caramelle gommose e a un altro gruppo la stessa quantità di calorie in bibite.
I risultati? Chi mangiava le caramelle gommose si sentiva sazio e mangiava di meno durante il giorno. Ora, non è che dobbiamo cominciare una dieta a base di caramelle gommose (nessuno pensa a quei poveri orsetti?), ma rende bene l’idea di come le bevande zuccherate siano persino peggio. 😐
Parliamo di una piccola… distrazione evolutiva, che però potrebbe costarci cara. Siamo passati da millenni di acqua pura e sporca (sì, anche batteri, per rendere le cose più emozionanti!) a un mare di bibite e succhi di frutta colorati e dolci.
Il punto è che questo cambiamento è avvenuto in un batter d’occhio evolutivo, mentre il nostro corpo ha impiegato millenni a “settarsi” sulla modalità acqua.
🧃Succede perché le calorie liquide, a differenza di quelle solide, viaggiano nel nostro corpo su una sorta di corsia preferenziale ultraveloce e senza traffico (il sogno di molti di noi). Non prendono la strada panoramica del cibo “solido”, piena di curve e tornanti. Il cibo solido, infatti, richiede tempo e fatica per essere digerito: così attiva gli ormoni della sazietà come la leptina.
In sostanza, il nostro sistema digestivo è stato progettato per rispondere a quello che mangiamo, non a quello che beviamo, un meccanismo aveva senso quando l’unica cosa che bevevamo era acqua. Con l’arrivo delle bibite zuccherate, questo adattamento si è trasformato in un difetto metabolico che ci spinge a mangiare (e bere) di più.
Non c’è bisogno di essere radicali: ogni tanto possiamo pure togliersi lo sfizio di una bibita fresca, ma un bicchiere d’acqua, senza zuccheri, senza calorie, senza effetti collaterali, senza batteri 😃 è meglio per il nostro corpo!
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