Immaginate di entrare in un’azienda che a volte funziona come una scuola, dove i professori fanno gli alunni e gli alunni fanno i professori. Certo, è più probabile trovare il prof alla cattedra mentre spiega agli alunni come fare consulenza ai propri clienti, ma può capitare di trovare un alunno che illustra l’argomento “Teoria e pratica di TikTok”… magari mentre uno dei prof che si nasconde sotto la sedia per non farsi interrogare! 😀
👉 Secondo un rapporto di Harvard Business Publishing, oggi ci sono cinque generazioni diverse che convivono nello stesso spazio lavorativo: una sorta di Arca di Noé del business, una specie di festival rock con Rolling Stones, Duran Duran, Beyoncé e Ed Sheeran, tutti sullo stesso palco.
Il segreto è la collaborazione intergenerazionale, dove la conoscenza fluisce in tutte le direzioni: i senior hanno le competenze e la lungimiranza tipica di chi ha tanti anni di lavoro alle spalle, gli junior l’entusiasmo, qualche conoscenze “fresca” e magari una visione nuova. Il Gen Z magari insegnerà al veterano a usare Slack, ma non bisogna stupirsi se un veterano saprà dare il suggerimento giusto per il cliente!
E anche se non troverete un manager che si nasconde sotto una sedia (a meno che non abbia rotto il distributore di snack! 😅 ), può succedere che un giovane neolaureato faccia lezione a un CEO. Si chiama reverse mentoring: un ribaltamento dei ruoli in cui i giovani, le figure junior, insegnano ai loro dirigenti.
Un esempio arriva dalla BNY Mellon, una delle principali istituzioni bancarie e di servizi finanziari negli Stati Uniti. La loro soluzione alla fuga dei giovani talenti? Chiamare i Millennials a fare da “mentori” ai manager. Secondo quanto riportato da Harvard Business Review, il 96% dei partecipanti a questi programmi rimane più a lungo in azienda. Il CEO Mark Tibergien voleva sapere “come connettersi meglio con la generazione più giovane e attrarre nuovi talenti”. E perché non chiederlo proprio a loro?
Non è l’unico caso: Estée Lauder ha permesso ai più giovani di creare una piattaforma di condivisione delle idee, Dreamspace, mentre PricewaterhouseCoopers ha usato il reverse mentoring per sensibilizzare i loro leader su temi come minoranze etniche e LGBT.
Alle persone di AFRY ho parlato proprio di come la collaborazione tra figure di diverse esperienze possano dare valore aggiunto all’azienda e creare anche un ambiente più produttivo, vivace e creativo: tutti possono imparare qualcosa dall’altro, pur mantenendo ognuno il suo ruolo e i suoi incarichi. 👨💼
Quindi, se è frequente trovare nella sala riunioni un manager che parla ai nuovi arrivati, a volte può succedere che un neoassunto insegni e un manager prenda appunti… niente di strano!
Solo che ancora non abbiamo trovato chi ha rotto il distributore di snack… 🔍
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