Il gattino che sembrava un tigre: il nostro cervello e le preoccupazioni | Diego Parassole

Il gattino che sembrava un tigre: il nostro cervello e le preoccupazioni

Immaginate due amici a passeggio in una giornata di luglio…

“Hai visto Mario, che bella giornata di sole? Quasi quasi vado al mar…”
“Sì, al mare… ma non la vedi quella nuvoletta là, a forma di bolletta della luce? Come dove? Là, non la vedi quella nuvoletta piccola piccola che sembra un F24? Vedrai che comincerà a grandinare proprio mentre stai piantando l’ombrellone!” 🏖

Il nostro cervello, spesso, è come quell’amico che ci tiene proprio a essere catastrofico, quello che trasforma un acquazzone in una tempesta di meteoriti.

🔍 Secondo una ricerca dell’Università di Penn State, pare che nel nostro cervello abiti il nostro “Mario” personale: il 91% delle nostre preoccupazioni, dicono i dati della ricerca, non si realizza.

🧠 I ricercatori hanno chiesto a un gruppo di studenti universitari di annotare le loro preoccupazioni quotidiane per 10 giorni, e poi verificare ogni sera se si fossero concretizzate.

Non solo nove preoccupazioni su dieci non si avveravano, ma un terzo di quelle che invece si realizzavano finiva pure meglio del previsto, per non parlare di quel fortunato 25% che non ha visto avverarsi nemmeno una delle sue preoccupazioni!

In altre parole, possiamo smettere di essere terrorizzati all’idea di far cadere l’arrosto alla cena di Natale, mentre i parenti fino al sesto grado ci guardano affamati.

🧠 Gli autori dello studio, Lucas S. LaFreniere e Michelle G. Newman, chiamano questo fenomeno “l’inganno della preoccupazione”. È un po’ avere in testa un tizio che urla “Aiutooooo, un leone!” ogni volta che che vede un gattino tigrato… (ma poi se è tigrato… non dovrebbe gridare “Aiutooo, una tigre”?).

📚 Insomma, monitorare le nostre ansie e confrontarle con la realtà può essere un buon metodo per smettere di preoccuparci inutilmente. Quindi, la prossima volta che il cervello inizia a fare profeta di sventure, ricordiamoci: il 91% delle volte sta solo recitando… nemmeno con troppa bravura.

E Mario? Be’, portatelo al mare e offritegli un gelato! 🍦

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