Cosa fai se una tigre distrae il pubblico? Attenzione automatica e speech | Diego Parassole

Cosa fai se una tigre distrae il pubblico?

Sei pronto: stai per salire sul palco a fare il tuo speech. Non vedi l’ora di far innamorare il pubblico: e pazienza se questo significa che a San Valentino dovrai regalare 150 scatole di cioccolatini…

📳 Peccato per quel cellulare che squilla proprio mentre sei arrivato al cuore del tuo discorso: e poi, che suoneria è il ruggito di una tigre?
Come se non bastasse, invece di silenziare all’istante lo smartphone, il proprietario pensa bene di rispondere (e no, dall’altra parte del telefono non c’è il WWF!).

👉 Quella chiamata fuori programma finisce per catturare l’attenzione automatica tua e del pubblico, quel tipo di attenzione che, per esempio, ci fa girare quando sentiamo un rumore improvviso oppure quando, con la coda dell’occhio, ci accorgiamo che un monopattino (o una tigre!) sta per venirci addosso.
È un processo automatico, appunto, che ci porta a reagire in modo istintivo: schivato il pericolo, avremo tutto il tempo di riflettere sulla presenza di una tigre in piazza Duomo…😅

L’attenzione automatica può giocare a nostro svantaggio, “rubandoci” l’attenzione degli altri come nel caso della telefonata inattesa, ma possiamo anche usarla a nostro favore. Come? Be’, attraverso variazioni nella voce (tono, ritmo e volume) e sfruttando la gestualità, tecniche che possono attrarre l’attenzione automatica di chi ci sta ascoltando, allontanando il rischio di essere monotoni e ripetitivi.

Di come catturare e mantenere alta l’attenzione del pubblico ho chiacchierato con Dora Carapellese, che ringrazio, nell’intervista che mi ha fatto qualche tempo fa. Buon ascolto… ma con attenzione!

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Conosciamoci meglio!

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