Il coinvolgimento si ottiene con un linguaggio che faccia ridere, pensare e sentire parte di un progetto più grande (e per un attimo distogliere il pensiero dal pranzo…)
Spesso sento raccontare di sale congressi dove l’entusiasmo è pari a quello di un gruppo di gatti randagi, affamati e infreddoliti, fermi sotto la pioggia davanti a una pescheria chiusa, nella vana speranza che qualcuno apra.
Gente che guarda il soffitto cercando di contare i buchi dei pannelli fonoassorbenti, altri che controllano le email sotto il tavolo con la discrezione di un ragazzo che copia durante un esame, e i soliti tre in prima fila che annuiscono come i primi della classe (quando in realtà stanno pensando a cosa mangiare più tardi).
In quei momenti, la domanda che aleggia nell’aria (oltre a “quando arriva il coffee break?”) è sempre la stessa: “Ma questo tizio sul palco ci crede davvero o è qui solo per tappare il buco tra la presentazione del budget e il pranzo?”
Eppure, sono qui per dirvi che uno speech motivazionale ben fatto non è un “riempitivo”. Non è il prezzemolo sulla portata principale, quello che sposti di lato perché dà solo fastidio ai denti. Può essere il piatto forte, la portata principale!
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Gli incentivi durano quanto un energy drink… 🥤
Per decenni abbiamo vissuto con l’idea che la motivazione aziendale fosse una questione puramente economica. “Ti do il bonus, tu lavori di più, tutti felici, sigla.” Ecco, se state ancora pensando così, ho una brutta notizia: le persone non sono distributori automatici dove inserisci un gettone e ottieni “produttività infinita”.
Il mondo è cambiato. Oggi la motivazione è legata all’ingaggio umano complessivo. Gli incentivi finanziari sono importanti (non facciamo i filosofi a stomaco vuoto!), ma sono come un energy drink: ti danno una botta di energia subito, poi però arriva il crollo e ti ritrovi più stanco di prima.
L’ingrediente segreto che spesso manca è la comunicazione come strumento di risoluzione dei conflitti. Le organizzazioni sono fatte di persone, e le persone hanno questa strana abitudine di avere emozioni, paure e giornate no. Uno speech motivazionale efficace va a toccare esattamente questi punti, trasformando un potenziale conflitto organizzativo in un’occasione di crescita.
La differenza tra un “picco glicemico” e un pasto nutriente 🍝
Molti manager diffidano dei motivatori perché hanno visto troppi “saltimbanchi dell’ispirazione” che urlano frasi fatte del tipo: “Se vuoi, puoi!”. Ecco, io se voglio posso anche provare a volare dal balcone, ma la gravità ha opinioni diverse al riguardo.
Il fallimento di molti discorsi aziendali sta nella mancanza di una connessione genuina tra chi parla e chi ascolta. Se il leader (o lo speaker esterno) non capisce i bisogni reali della sua platea, il messaggio resta vago, una sorta di oroscopo aziendale buono per tutte le stagioni che non serve a nessuno.
Un buon intervento, invece, punta alla motivazione sostenibile. Come si evince dalla ricerca “Intrinsic and Extrinsic Motivations: Classic Definitions and New Directions“, c’è una differenza enorme tra:
- Motivazione estrinseca: legata ai premi (la carota 🥕).
- Motivazione intrinseca: quella che nasce dall’interno, dal sentire che il proprio lavoro ha un senso, che siamo apprezzati e che facciamo parte di un progetto più grande.
Lo speech deve accendere questa seconda miccia. Deve fornire strumenti pratici, non solo pacche sulle spalle. Perché, siamo onesti, una pacca sulla spalla è bella, ma se non sai come risolvere il conflitto con il collega della logistica che non ti risponde mai alle mail, l’effetto finisce prima ancora di uscire dalla sala.
Perché il divertimento è una cosa maledettamente seria 🤓
Molti mi chiedono: “Ma perché inserisci battute e aneddoti comici nei tuoi speech? Non dovremmo essere seri quando parliamo di obiettivi e produttività?”.
La mia risposta è sempre: quando ridi, apri una porta nel tuo cervello. Ed è proprio in quel momento che io posso entrare e depositare un’idea complessa o una strategia di team building senza che la tua “guardia giurata interna” mi chieda i documenti.
Usare trigger come l’interazione, la connettività emotiva e contenuti esclusivi è fondamentale per portare la mente a un livello superiore di identificazione. Se riesco a farti ridere di un piccolo intoppo che può capitare in ufficio, non ti sto solo divertendo: ti sto dicendo che siamo sulla stessa barca. E, improvvisamente, quel problema che sembrava insormontabile diventa gestibile.
I benefici (quelli veri, misurabili col righello dell’anima e del business)
Investire in un momento di formazione divulgativa e divertente non è un regalo che fate ai dipendenti, è un investimento per l’azienda. Le statistiche dicono chiaramente che le realtà che puntano sullo sviluppo emotivo e professionale dei propri collaboratori vedono cambiamenti radicali:
- Miglioramento del clima aziendale: meno musi lunghi alla macchinetta del caffè.
- Riduzione dello stress: perché capire i meccanismi del cambiamento lo rende meno spaventoso.
- Lealtà e impegno: le persone restano dove si sentono capite, non solo dove vengono pagate.
- Chiarezza degli obiettivi: se lo spieghiamo in modo che tutti lo ricordino (magari con una metafora che faccia sorridere), il messaggio arriva dritto al punto.
Non stiamo solo “parlando”. Stiamo affrontando temi caldi: dalla salute e benessere in azienda alla gestione dei conflitti, dalla spinta per le vendite alla riduzione della competitività tossica. Sì, perché essere competitivi è bello, ma se per arrivare primo devo sabotare il collega, abbiamo un problema che neanche il miglior software gestionale potrà mai risolvere.
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Salpiamo insieme? 🚢
Gestire un team è un viaggio in mare aperto, dove a volte la nebbia è fitta e i colleghi sembrano remare in direzioni opposte (o peggio, stanno usando i remi per giocare a battaglia navale).
Se volete trasformare la vostra prossima convention in un momento indimenticabile, che faccia riflettere i vostri collaboratori divertendoli profondamente, sono l’equipaggio di cui avete bisogno.
Nei miei speech, come ad esempio “Da soli siamo una goccia, insieme un oceano – Come imparare a lavorare meglio in team“, vi spiegherò con un pizzico di ironia e tanta concretezza quali sono le strategie per migliorare le relazioni tra colleghi e come navigare le correnti del cambiamento senza finire sugli scogli.
Vi prometto che non sarà il solito “riempitivo”. Sarà l’inizio di una nuova rotta per il vostro equipaggio di prima classe.
Contattatemi per uno speech per la vostra convention o evento aziendale. Prepariamo insieme il prossimo capitolo della vostra storia (e stavolta, niente gatti sotto la pioggia! 🐈🌧️).








