“Vendi, vendi, anzi svendi! Non vedi che le azioni calano? Cosa aspetti! Vendi prima di perdere tutto!”
“Ma chi è che parla?”
“Sono io, il Bias dell’avversione alla perdita! Mi sono appena accomodato nella tua mente, bello, si sta bene, c’è anche l’idromassaggio… tu intanto vendi!” 😉
A volte gli investitori sono più emotivi di un adolescente innamorato. Nel momento in cui il mercato scende, l’istinto sussurra vendere tutto, convinto che l’apocalisse delle proprie finanze sia vicina… sentono persino le trombe del giudizio! 😀
Il bello è che, non importa quanto razionali pensiamo di essere, alla fine la decisione può essere influenzata dal nostro umore del momento o da una notizia casuale sentita in ascensore.
👉 Lo studio An empirical assessment of financial literacy and behavioral biases on investment decision: Fresh evidence from small investor, pubblicato su Frontiers, ha messo in evidenza come l’alfabetizzazione finanziaria e i bias comportamentali influenzino le decisioni di investimento.
Per esempio, gli investitori prendono scorciatoie mentali nelle loro scelte, un po’ come ordinare sempre lo stesso panino perché “l’ultima volta mi è piaciuto, perché cambiare?”.
Ancora, l’effetto Framing è quel bias porta il nostro cervello a prendere decisioni a seconda di come le informazioni sono presentate. Insomma, chiedere “La vuoi una fetta di torta al cioccolato appena sfornata?” fa tutto un altro effetto rispetto a “Senti, la vuoi una bella botta di calorie che ti alzeranno la glicemia oltremisura?”. 😅
Agli ospiti di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking ho parlato di economia comportamentale e di come un buon consulente finanziario, consapevole di quanto bias ed emotività influenzino le proprie decisioni e quelle dei clienti, possa aiutare fare scelte più ponderate quando si parla di investimenti.
Navigare il mercato azionario potrebbe non essere una gita sul lago, ma potrebbe esserlo affidandosi al consulente finanziario giusto.
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