Organizzare un evento comico aziendale non significa gonfiare palloncini | Diego Parassole

Organizzare un evento comico aziendale non significa gonfiare palloncini: ecco la guida per evitare l’effetto festa delle medie

Quando manca coerenza con il brand, l’umorismo non alleggerisce: inciampa, suda e si chiede dove sia l’uscita di sicurezza

Immaginate la scena. Convention annuale di una multinazionale leader nella sostenibilità e nell’economia circolare. Il payoff dell’evento è: Il nostro futuro è a impatto zero.

L’atmosfera è solenne, i manager hanno parlato di oceani puliti e foreste rigogliose. Poi, arriva il momento del “colpo di teatro”: sale sul palco un comico (magari bravissimo nei locali di cabaret a mezzanotte) che esordisce tirando fuori una bottiglietta d’acqua in plastica, beve un sorso, la schiaccia e la lancia con noncuranza verso il pubblico urlando: Ma che me frega del riscaldamento globale? Tanto io c’ho l’aria condizionata locale!

Gelo. Un silenzio così denso che lo potresti affettare e servire come antipasto. 🧊

Ecco, questo è esattamente il momento in cui l’evento smette di essere un investimento strategico e si trasforma nel remake di una recita delle medie andata male, dove l’unica cosa che circola non è l’economia, ma il desiderio collettivo di sprofondare sotto il parquet.

Negli ultimi anni, l’umorismo è entrato prepotentemente nel vocabolario delle aziende. Si cerca il sorriso per abbassare le difese, per creare connessione, per rendere i messaggi memorabili. Una scelta giustissima, intendiamoci!

Il problema è che spesso si pensa che la comicità sia un “accessorio”, un riempitivo leggero da infilare tra una tabella Excel e un grafico dettagliatissimo. Ma la verità è che l’umorismo in azienda non è un palloncino colorato messo lì, tanto per far colore: è uno strumento di comunicazione ad alta precisione.

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Il primo comandamento: la comicità è un linguaggio, non una pausa aperitivo 🍹🍸

Molte aziende chiamano il “comico” perché “così la gente si svaga”. Sbagliato. Se il momento comico è scollegato dai valori aziendali, produce lo stesso effetto di ketchup e maionese sulla pizza: un’eresia per alcuni, un fastidio per tutti gli altri.

In ambito corporate, l’umorismo è un linguaggio con regole ferree. Se l’azienda si occupa di innovazione, la comicità deve essere intelligente, visionaria, magari un pizzico provocatoria, ma mai nostalgica o “vecchia”. Se l’organizzazione promuove l’inclusione, non puoi permetterti un umorismo divisivo o basato su stereotipi di genere triti e ritriti (quelli che fanno ridere solo lo zio al pranzo di Natale dopo il terzo bicchiere di amaro).

L’umorismo deve essere coerente, specie quando si tratta di business comedy. Deve tenere conto del contesto e del pubblico. E, soprattutto, deve riflettere l’identità del brand.

Un intervento comico ben riuscito è quello che fa dire: Cavolo, hanno scherzato proprio sulle nostre sfide, sanno chi siamo!. Se invece l’intervento è generico, l’effetto è quello del regalo di compleanno “last minute” comprato all’autogrill: lo prendi, ma capisci che non c’è stato alcun pensiero dietro.

Conoscere il pubblico: più difficile che decifrare un bilancio (se non sai come farlo…)

Il pubblico aziendale non è un pubblico “normale”. È un ecosistema complesso. In sala ci sono gli stagisti della Gen Z che comunicano a colpi di meme, i quadri intermedi che sognano le ferie, e i top manager che valutano il ROI di ogni singolo minuto.

Fare comicità qui richiede una preparazione superiore a quella di un discorso motivazionale standard. Perché? Perché bisogna trovare il punto di equilibrio (roba da chirurgia laser comica): occorre alleggerire i temi seri senza banalizzarli, stimolare la riflessione senza offendere, e soprattutto coinvolgere senza far perdere l’autorevolezza al management.

Un comico che non conosce le dinamiche interne rischia di fare la battuta sbagliata sulla persona sbagliata, riaprendo vecchie ferite o tensioni d’ufficio. Un professionista, invece, studia l’azienda come se dovesse fare un’acquisizione: analizza le tensioni, i temi sensibili, la cultura organizzativa. Solo così il riso diventa un catalizzatore di fiducia.

Evitare l’effetto “Festa delle Medie” (Sì, parlo di quei palloncini…🎈)

Avete presente quelle feste delle medie dove ci sono i festoni appesi male e quel senso di imbarazzo latente perché nessuno sa bene cosa fare? Ecco, un evento aziendale “poco curato” produce lo stesso risultato. L’uso di gag forzate, di battute “di pancia” o di animazione infantile toglie credibilità all’azienda.

La professionalità si vede dal metodo. Organizzare un evento comico non è improvvisazione. È scrittura millimetrica dei testi, è timing perfetto (la comicità è una questione di decimi di secondo, come la Formula 1), è capacità di adattare il registro in base alla reazione della sala.

Se l’intervento è ben progettato, la risata non è fine a se stessa: è lo strumento che permette a un concetto complesso (come la sostenibilità o il cambiamento) di entrare nella mente delle persone senza incontrare ostacoli di sorta 🧠.

Dal ridere insieme al costruire insieme

L’obiettivo per un business comedian dovrebbe essere la creazione di un clima favorevole. Quando ridiamo con qualcuno, abbassiamo istintivamente i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e aumentiamo l’ossitocina (quella della fiducia). Le persone diventano più ricettive.

Se devo spiegare perché l’economia circolare è l’unica via possibile, posso farlo con una lezione frontale di due ore (risultato soporifero, tipo camomilla-party) oppure posso farlo usando il paradosso, l’analogia buffa, il racconto scientifico-comico che mette a nudo le nostre contraddizioni umane. La gente ricorderà la battuta, e con essa il concetto scientifico che ci stava dietro.

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Un business comedian per il tuo evento aziendale

Come abbiamo visto, la comicità corporate richiede una sensibilità specifica. Serve qualcuno che parli la lingua dell’azienda, che capisca cos’è un KPI, un piano di sostenibilità o una sfida di leadership.

Non è solo intrattenimento: è un atto di rispetto verso l’intelligenza di chi lavora con voi. Scegliere un intervento su misura significa dare valore al tempo delle persone e agli obiettivi dell’organizzazione. In un mercato maturo, l’improvvisazione è un lusso che non ci si può più permettere.

Per cui: state organizzando un evento aziendale?
Trasformatelo in un’esperienza coinvolgente e memorabile! Non accontentatevi di “gonfiare palloncini”.

Se volete che la vostra convention lasci il segno (quello giusto!), compilate il form qui!

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