Immaginate di essere al ristorante e di aver appena ordinato una bistecca: il cameriere non fa in tempo a servirvi che subito gli dite “Ma questa bistecca è piena d’acqua!”
“Piena d’acqua? Ma scherza?”
“Non scherzo proprio… guardi, sta annegando!”
Il cameriere potrebbe prendervi per mattacchione, oppure chiamare la sicurezza, anche perché la bistecca è buona…
è la sua impronta idrica a non esserlo.
👉 Produrre un solo chilo di carne bovina, infatti, può richiedere fino a 16.000 litri d’acqua: il World Water Development Report dell’UNESCO svela che l’acqua utilizzata per produrre il cibo, soprattutto certi cibi come la carne, è davvero tanta.
E ora immaginate passeggiare in una bella giornata primaverile, il sole che splende nel cielo, e di sfoggiare il vostro nuovo outfit… peccato che sia fradicio!
“Se c’è il sole, come fa a essere fradicio, Diego?” mi chiederete. Secondo quanto riportato in un articolo di Nature, l’industria della moda utilizza tra 20 e 200 trilioni di litri d’acqua ogni anno: in pratica, è come se ogni giorno indossassimo… un acquazzone!
Presto quasi la metà della popolazione mondiale vivrà in aree ad alta scarsità idrica e noi continuiamo a usare tanta, tanta, tanta acqua per produrre ciò che usiamo e consumiamo tutti i giorni: per esempio, si calcola che per una tazzina di caffè servano circa 140 litri d’acqua, e per la produzione di un litro di vino, secondo i calcoli dell’Associazione Idrotecnica Italiana, servono circa 600 litri di acqua.
🍷 Al Barbera d’Asti Wine Festival ho portato parte del mio “Stanno arrivando i cambiamenti climatici e non ho niente da mettermi” e ho parlato anche di quanta acqua sia necessaria per produrre i cibi che mangiamo, i vestiti che indossiamo e gli oggetti che compriamo.
Certo, è difficile pensare di fare a meno di una bella tazzina di caffè o di un ottimo bicchiere di vino: rinunciando al caffè, che ci dà euforia, e il vino, che ci mette allegria, la vita sarebbe meno… euforica e allegra!
Essere consapevoli della quantità d’acqua usata può però permettere a noi di impiegarla con più criterio e ai produttori di usare tutte le tecnologie disponibili per ridurne il consumo nella produzione di ciò che ci rende… euforici e allegri 😀
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