Caffè rovesciati e cervelli distratti: perché il Bias di Gruppo a volte ci rende un po’... sordi - Sika | Diego Parassole

Caffè rovesciati e cervelli distratti: perché il Bias di Gruppo a volte ci rende un po’… sordi

“Interessante la riunione, vero Mario? Un sacco di spunti brillanti, di punti di vista arditi, di concetti illuminanti…”
“Ma io veramente ricordo solo quando Giulio si è rovesciato il caffè sulla camicia bianca… ora va in giro che sembra una mucca pezzata!” ☕ 🐄

Ebbene sì, se a Mario la riunione ha fatto l’effetto di un video di TikTok (30 secondi e via dalla memoria come una lepre in fuga), la colpa potrebbe non essere sua… ma del suo cervello.

👉 Uno studio dell’Università di Lund, “Ingroup sources enhance associative inference“, ha evidenziato che impariamo meglio da chi ci sta affini.

È un po’ come quando, al lavoro, vi ritrovate ad avere a che fare con una persona che ha la simpatia di un chiodo nella gomma: lavorarci insieme diventa ostico, la comunicazione langue e imparare la nuova procedura diventa più ostico di un cruciverba senza schema. Al contrario, se la persona è in sintonia con voi, comunicare diventa più facile, i concetti passano meglio e anche il chiodo nella gomma diventa un problemino da nulla! 🚗

Durante l’esperimento, i ricercatori Inês Bramão, Marius Boeltzig e Mikael Johansson hanno scoperto che la nostra capacità di integrare e memorizzare nuove informazioni è influenzata da quanto troviamo affini i nostri interlocutori. I partecipanti potevano esprimere il proprio giudizio sui presentatori (“mi piace” o “non mi piace”) in base ad alcuni criteri (hobby, opinioni, abitudini alimentari, ecc.). I risultati? Le informazioni venivano assimilate meglio quando il presentatore era percepito come affine, perché influenzava la capacità di collegare informazioni e ricordare.

🤝 Questo si può ricondurre al “bias di gruppo”, o in-group bias, è una tendenza psicologica che porta gli individui a favorire e valutare in modo positivo il proprio gruppo rispetto a gruppi esterni. Questo bias si manifesta in vari modi, vedi un trattamento di preferenza verso i membri del proprio gruppo.

Ma questo può anche diventare un limite: facilita la comunicazione e rafforza la coesione, ma ci rende spesso sordi alle opinioni esterne. Ciò può essere pericoloso, poiché può farci perdere opportunità di apprendere da chi è diverso da noi, ostacolando così il nostro sviluppo personale e professionale.

Alle persone di Sika Italia ho parlato di come le emozioni si trasmettono in automatico e di come, nel comunicare all’interno del team aziendale, bisogna essere consapevoli di avere dei bias (come quello di gruppo) e delle emozioni che comunichiamo agli altri, per evitare fraintendimenti e che, per l’incomprensione, nascano conflitti.

E se durante la riunione Giulio si rovescia il caffè addosso… be’, o gli portate una camicia di ricambio, oppure gli togliete il caffè da sotto le mani! 😀

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