Attenzione fatale | Infissidema

Attenzione fatale

Vi è mai capitato di aprire il telefono solo per “dare un’occhiata” e ritrovarvi, due ore dopo, ad approfondire i segreti del curling praticato dalle lontre? Oppure, a lavoro, ritrovarvi a leggere due messaggi su WhatsApp mentre mandate una mail, rispondete al telefono, fate un caffè e prendete due appunti (ma quante mani… e cervelli avete? 😀)

👉 Secondo uno studio di Alessandro Bremini, siamo bombardati da 40 gigabyte di informazioni al giorno. Le ultime ricerche condotte dall’antropologa digitale Gloria Mark della University of California ci dicono che l’attenzione sul posto di lavoro, davanti a dispositivi digitali, è veramente bassa: le persone cambiano attività ogni 40 secondi. E pensare che solo sei anni fa la nostra soglia di attenzione era ancora di 1 minuto e 15 secondi!

💡 Il punto è questo: l’attenzione è un bene prezioso e sta scarseggiando come l’acqua nel deserto. E quanto più il messaggio ci attiva (“c’è un problema! C’è una soluzione al problema! C’è un problema alla soluzione del problema!”), tanto più è difficile tornare a concentrarsi.

Un tempo, quando c’era una riunione, un evento o un convegno, oltre a essere fisicamente lì (oggi non è scontato), era impossibile distrarsi con lo smartphone o altre “armi di distrazione di massa”: al massimo, c’era il vicino che russava o sbadigliava o masticava… tutti rumori molesti, ma mai molesti come il curling praticato dalle lontre!

Spesso, sentiamo dire da persone con un ruolo importante in azienda frasi come: “I miei collaboratori mi ascoltano sempre!”. La domanda è: sempre perché sono interessati o perché “devono” farlo?

Conquistare l’attenzione è… una conquista. Mi ricordo che qualche tempo fa ho assistito a una presentazione aziendale di quattro ore estremamente tecnica e senza pause: e se da un lato i relatori erano soddisfatti di aver detto tutto, dall’altro non c’era uno tra il pubblico che non avesse in mano lo smartphone…

Certo che appassiona il curling tra lontre eh! 🦦😀

Quando comunichiamo con gli altri, facciamo public speaking o abbiamo un appuntamento per una vendita, dobbiamo ricordarcelo: l’attenzione ce la dobbiamo conquistare, non possiamo darla per scontata.

Con le persone di Fastweb abbiamo sperimentato diversi esercizi su come “catturare” l’attenzione altrui attraverso l’uso consapevole della voce, delle parole e dei gesti.

Se parliamo davanti a un pubblico che non è costretto ad ascoltarci, se riusciamo a coinvolgerlo ci ascolteranno, altrimenti passeranno alle semifinali del campionato di curling…

(Titolo preso in prestito da Alessandro Bremini)

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