L’ironia, se usata con metodo e competenza, diventa uno strumento potente per coinvolgere il pubblico, sciogliere le resistenze e rendere memorabili anche i contenuti più complessi
Nel primo pomeriggio, attorno alle 14:30, le convention aziendali mostrano il loro lato più spietato.
Di solito, intorno a quell’ora, la digestione delle lasagne al forno risucchia ogni briciola di lucidità per concentrarla nello stomaco, mentre sul palco c’è qualcuno che legge – letteralmente legge – la settantatreesima slide di un PowerPoint scritto in font grandezza 8.
Ecco. In quel preciso istante, mentre la vostra anima sta cercando di uscire dal corpo per andare a farsi uno spritz al bar, succede qualcosa.
Qualcuno sale sul palco. Non ha grafici a torta (o meglio, magari li ha, ma ci disegna sopra delle faccine). Dice una frase, forse un paradosso sulla vita d’ufficio o sull’assurdità di certe riunioni che potevano essere una mail. E all’improvviso… ridete. 😂
Non quel riso di cortesia, quello che si fa quando il capo fa una battuta agghiacciante.
No, una risata vera, di pancia. Il cervello si riaccende come un flipper impazzito.
L’attenzione torna al 100%. Benvenuti nel magico mondo del comico formativo.
Oggi voglio spiegarvi perché scegliere questa figura è l’investimento più razionale, scientifico e strategico che possiate fare per il vostro prossimo evento. 🧠🎤
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Superare il “firewall” del cervello
Parliamoci chiaro: siamo bombardati da informazioni. Il nostro cervello ha sviluppato un firewall potentissimo contro la noia e i “pipponi” (termine tecnico accademico, ovviamente).
Quando ci troviamo di fronte alla classica lezione frontale, le nostre difese si alzano.
Il comico formativo agisce come un hacker cortese.
Non si tratta di “fare gli stand up comedian” mentre si parla di bilancio o di sicurezza sul lavoro. Si tratta di usare l’ironia per abbattere le resistenze.
Quando ridiamo, il nostro cervello rilascia un cocktail di dopamina ed endorfine che ci fa sentire bene, rilassati e, soprattutto, aperti, come emerge bene da questo articolo della Stanford Lifestyle Medicine.
La barriera tra “io che ascolto” e “tu che parli” crolla. In quel momento di apertura, il messaggio passa. E non solo passa: si pianta lì, comodo, come un gatto sul divano, e non se ne va più.
Ridere aiuta a ricordare meglio
Vi ricordate cosa avete mangiato a pranzo il 13 febbraio del 2014? Probabilmente no (a meno che non abbiate avuto un’intossicazione alimentare memorabile).
Ma vi ricordate quella volta che avete riso fino alle lacrime con i colleghi per un equivoco assurdo? Scommetto di sì.
Un comico formativo, o business comedian, come dicono gli anglosassoni, sfrutta questo meccanismo. Crea “ganci” mnemonici.
Se vi racconto i bias cognitivi parlandovi di come il nostro cervello ci inganna al supermercato o di come ci convinciamo che la nostra nazionale di calcio sia la migliore al mondo nonostante gli ultimi risultati non proprio entusiasmanti (cintura nera di eufemismo, qui!), voi riderete.
Ma domani, quando cadrete in quel bias in ufficio, e qualcuno ve lo farà notare, vi tornerà in mente la battuta. E con la battuta, il concetto teorico.
Sì, perché ridere può aiutare seriamente a memorizzare meglio, come risulta anche dalla ricerca “The effect of humor on short-term memory“.
È il principio dell’edutainment: educare intrattenendo. Non stiamo banalizzando concetti complessi; li stiamo rendendo più fruibili. È la differenza tra ingoiare una pillola amara a secco e prenderla con un cucchiaio di sciroppo d’acero. 🍁💊
Affrontare i “mostri” senza paura
Ogni azienda ha i suoi “temi delicati”. Cambiamento organizzativo, errori operativi, diversity & inclusion, sicurezza, per dirne qualcuno.
Affrontare questi temi con un approccio serioso spesso porta le persone a mettersi sulla difensiva. Nessuno vuole sentirsi dire “si può far meglio (e in modo più efficiente)” o “devi cambiare”.
Qui entra in gioco la magia del comico formativo.
L’umorismo permette di mettere il dito nella piaga senza fare male. Possiamo ridere dei nostri difetti, delle dinamiche di team disfunzionali o delle resistenze al cambiamento perché l’ironia crea una “zona cuscinetto”.
Permette di dire: “Ehi, guarda come siamo assurdi quando facciamo questa cosa! Cerchiamo di non farla più, ok?”.
Il pubblico non si sente giudicato, ma compreso.
Si crea un senso di complicità.
E quando le persone smettono di difendersi, iniziano a imparare. 🚀
Un tocco di modernità per la reputazione aziendale
Scegliere questo format dice molto di voi. Dice che la vostra organizzazione non è un dinosauro ancorato a vecchi schemi polverosi. Dice che avete cura del tempo e dell’attenzione delle vostre persone.
Dice: “Sappiamo che il lavoro è una cosa seria, ma sappiamo anche che per farlo bene non serve avere la faccia triste e inespressiva”.
L’evento così diventa un’esperienza. Le persone escono dalla sala non guardando l’orologio e pensando “finalmente aria”, ma parlando tra loro: “Hai sentito quella metafora? Geniale, è proprio come quando litigo con il commercialista!”.
L’engagement sale alle stelle, e con esso il senso di appartenenza.
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Trasforma temi complessi in eventi da ricordare
Tutto questo per dirvi che se state organizzando una convention, un meeting o un evento aziendale, forse è il momento di osare.
Nei miei speech affronto argomenti che potrebbero sembrare ostici e li trasformo in viaggi narrativi dove si ride, ci si stupisce e, alla fine, si esce con un bagaglio di strumenti pratici in più.
Il mio obiettivo non è solo farvi sganasciare dalle risate, ma farvi uscire dalla sala con quella scintilla negli occhi di chi ha capito qualcosa di nuovo su sé stesso e sul mondo.
Voglio portarvi a spasso dentro il vostro cervello, farvi vedere le trappole in cui cadiamo ogni giorno e darvi le chiavi per uscirne, il tutto condito con un po’ di sana ironia sulla nostra condizione umana.
Quindi, se volete che il vostro prossimo evento sia ricordato non per il buffet (comunque importante, per carità!), ma per un messaggio che ha toccato testa e cuore… beh, sapete dove trovarmi.
Scrivetemi, chiamatemi, mandate un piccione viaggiatore… anzi: compilate il form (meglio!).
Costruiamo insieme uno speech che lasci il segno. 😉🎤
Siete pronti a ridere per poi riflettere? Io sono già carico! 🚀








