Come spremere il mare | Diego Parassole

Come spremere il mare

Vista da lontano, la Terra sembra una palla ricoperta d’acqua, una specie di acquario gigantesco: eppure fatichiamo a trovare dell’acqua dolce di buona qualità.

🌍 Il nostro… acquario contiene circa il 2,5% di acqua dolce, ma solo l’1% è a nostra disposizione: la maggior parte non è accessibile perché è l’acqua che forma i ghiacciai (anche se si stanno sciogliendo sempre di più!).

Come se non bastasse, il cambiamento climatico sta rendendo ancora più complicato l’accesso all’acqua a miliardi di persone.

Abbiamo situazioni difficili anche vicino a noi: la Sicilia, per esempio, è da mesi in crisi per la siccità. Per tamponare il problema, la Regione sta cercando di riattivare il dissalatore di Porto Empedocle, fermo da 12 anni, ma non basterà premere un bottone: ci vorranno un milione di euro e un bel po’ di mesi di lavoro per ottenere acqua potabile dal mare.

I dissalatori non sono però delle fatine che con una “abracadabra” trasformano l’acqua salata in acqua da bere: consumano un’enormità di energia e producono salamoia, una specie di zuppa salata che dobbiamo smaltire (e no, non possiamo metterci dentro le olive da cocktail).

Ogni litro di acqua dolce prodotto genera un litro di salamoia. Stiamo parlando di 140 miliardi di litri al giorno: e come le smaltiamo 140 miliardi di litri di zuppa? Mica abbiamo 50 milardi di crostini!

Una possibile soluzione è l’osmosi inversa, una tecnologia che fa passare l’acqua salata attraverso membrane super fini lasciando indietro il sale: praticamente, è un po’ come spremere il mare attraverso una specie di calzino tecnologico. Non è comunque senza difetti: le membrane col tempo si usurano, e gestire la salamoia resta complicato.

I dissalatori di nuova generazione hanno un fabbisogno energetico ridotto e la salamoia viene filtrata così da non contaminare il mare (addio olive per i cocktail!). I dissalatori del futuro useranno l’Intelligenza Artificiale, saranno in grado di autopulirsi e di riutilizzare la salamoia. Insomma, faranno la doccia da soli e prepareranno cocktail e zuppe fantastiche…

La tecnologia può darci una mano con il problema della scarsità d’acqua: intanto possiamo usare meglio l’acqua dolce, ridurre gli sprechi e ottimizzare i consumi, costruendo anche impianti di raccolta dell’acqua piovana.

👉 Al Premio La Margherita d’Oro, a Margherita di Savoia, ho portato parte del mio spettacolo “Stanno arrivando i cambiamenti climatici e non ho niente da mettermi”: ho parlato anche dell’argomento acqua, di quanto è importante ridurre gli sprechi. Visto che quella potabile non è infinita, evitiamo di buttarla… a mare!

Per la zuppa di salamoia forse non serviranno 50 miliardi di crostini, ma ne basteranno solo una decina… di miliardi! Lo dite voi al fornaio?

Un ringraziamento a Nicola Miulli, l’azienda Atisale Jessica Greco, al Comune di Margherita di Savoia e all’organizzazione!

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